La storia

Incisa Valdarno, 1964


Le origini

Incisa Valdarno, 1964. Ci sono storie che non possono iniziare senza un nome, e la storia della nostra pallavolo ha un solo nome impresso nel cuore: Paolo Peri.

Tutto comincia a Firenze, tra le mura dell’Istituto Leonardo da Vinci. Paolo è solo un ragazzo quando i suoi occhi incrociano quelli di Paolo Manetti, il suo professore di educazione fisica.

Manetti non è un docente qualunque. È un gigante della Serie A, una leggenda con 27 presenze nella Nazionale Italiana.

Durante quelle lezioni, l’aria profuma di futuro. Alla compagine si unisce spesso un altro nome illustre, Aldo Bellagambi, all’epoca geometra dell’istituto ma visionario della pallavolo. Per Paolo Peri non è solo sport. È la folgorazione. È il primo, indimenticabile contatto con il professionismo.

La vita, però, impone le sue deviazioni. Finito l’anno scolastico, Paolo cede al richiamo del calcio, debuttando con successo nella prima squadra del Figline. Poi, la svolta: arriva l’assunzione alla Pirelli.
Il lavoro chiama, la terra natia si allontana. Paolo deve fare le valigie e trasferirsi nel Bergamasco. La pratica sportiva sembra un capitolo chiuso, un sogno chiuso in un cassetto.

Ma il destino ha più fantasia di noi. In terra lombarda, Paolo incontra una ragazza che coltiva un sogno: fondare una squadra di pallavolo femminile. È la scintilla che riaccende il fuoco.
Paolo si offre come allenatore. Non ci sono palestre. Non ci sono soldi. Mancano i collaboratori. Ma dove gli altri vedono barriere, Peri vede occasioni. Trasforma la sala del cinema di Calusco d’Adda in un campo da gioco. Supera ogni ostacolo e porta le sue ragazze a disputare un torneo memorabile organizzato dalle suore di Sotto il Monte.
La fame di volley è insaziabile. Nella primavera del 1964, Paolo scopre l’esistenza dell’A.S. Brivio, una squadra maschile. Senza un briciolo di esitazione, si propone come atleta e conquista un posto in rosa. Ha di nuovo il pallone tra le mani.

Il ritorno a casa: Il miracolo dell’oratorio

Il cuore di Paolo, però, batte sempre a Incisa Valdarno. Ogni due settimane affronta il viaggio di ritorno verso casa. Ha un’idea fissa in testa: portare quel miracolo anche nella sua terra.

Un giorno, il suo sguardo si posa sui ragazzi che frequentano l’oratorio della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano al Vivaio. Paolo non frena l’entusiasmo. Si lancia tra di loro e racconta il suo sogno. I ragazzi restano ammaliati dalle sue parole, conquistati da un carisma magnetico.

Insieme a Padre Nottolini, il curato del convento che sposa immediatamente la causa, nasce la leggenda. Il sacerdote concede un piccolo spazio, un fazzoletto di terra battuta tra la chiesa e il cinema.

Gli ingredienti del miracolo? Un solo pallone, una rete malconcia e una passione incrollabile.

Ogni settimana, da pendolare instancabile, Paolo torna a Incisa e si trasforma nel primo, storico allenatore della prima squadra maschile del territorio.

Il “Tempio di Cemento” e la Nascita della Società

Il vento sta cambiando. Il Comune di Incisa termina la costruzione della palestra scolastica. Paolo, nonostante i sacrifici del pendolarismo, non salta un allenamento.
La svolta definitiva arriva nell’ottobre del 1965: Paolo ottiene il trasferimento allo stabilimento Pirelli di Figline Valdarno. Finalmente è a casa.
Ora può dedicarsi anima e corpo ai suoi ragazzi. Il numero degli atleti cresce, i muri della nuova palestra offrono un rifugio sicuro per sognare in grande.
Nel 1966, il sogno diventa realtà : la squadra viene iscritta al primo campionato ufficiale del Comitato di Firenze. Le squadre ai nastri di partenza sono solo quattro: Audax Incisa, VVFF Ruini, US Sales e Folgore del Romito.

La caduta e la gloria: Le basi del futuro

L’impatto con la realtà è durissimo. Gli avversari sono atleti esperti, cresciuti nella storica palestra della Ruini Firenze, l’élite della pallavolo italiana di quegli anni. I risultati sul campo sono deludenti, arrivano le sconfitte, ma i tabellini non raccontano la verità.

Sotto la cenere dei risultati negativi arde la tenacia leonina di Paolo e l’indomabile determinazione dei suoi ragazzi. È in quelle sconfitte che si tempra l’acciaio. È lì che nascono le fondamenta di una società pallavolistica rispettata e fiera.

I numeri continuano a esplodere. Nel settembre del 1966, in concomitanza con la tradizionale Festa del Perdono, Paolo Peri compie il suo capolavoro organizzativo: porta l’intera élite del volley fiorentino a Incisa Valdarno per un torneo che resterà scolpito nella memoria collettiva.

Quello che era iniziato con un solo pallone in un oratorio, era diventato il futuro di un’intera cittadina.

Preferenze sulla privacy

Quando visiti il ​​nostro sito web, questo potrebbe memorizzare informazioni tramite il tuo browser da specifici servizi, solitamente sotto forma di cookie. Qui puoi modificare le tue preferenze sulla privacy. È importante notare che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sul nostro sito web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Privacy Policy

Click to enable/disable Google Analytics tracking code.
Click to enable/disable Google Fonts.
Click to enable/disable Google Maps.
Click to enable/disable video embeds.

Our website uses cookies, mainly from 3rd party services. Define your Privacy Preferences and/or agree to our use of cookies.